Con l'annuncio di un accordo tra quattro società energetiche (Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare, Edf, Edison) per la diffusione del nucleare in Europa e potenzialmente anche in Italia, torna nuovamente in primo piano il dibattito sull'energia nucleare e la sua sostenibilità.
L'energia nucleare è stata a lungo considerata una fonte di energia controversa, con una serie di vantaggi e svantaggi da prendere in considerazione. Da un lato, l'energia nucleare può fornire una fonte di energia pulita, sicura e affidabile, che non emette gas a effetto serra o altre sostanze inquinanti nell'ambiente. Inoltre, l'energia nucleare è una fonte di energia a basso costo, che può contribuire a ridurre i costi dell'elettricità e migliorare la competitività dell'economia. Da questo punto di vista, essa è in linea con gli Accordi di Parigi del 2015 che hanno come obiettivi principali quello di tenere l’aumento di temperatura globale al di sotto del 2%, o dell’1,5% se possibile e di arrivare entro il 2050 alla “neutralità climatica” (riduzione totale delle emissioni nel territorio dell’Unione Europea).
D'altra parte, l'energia nucleare comporta anche una serie di rischi e problemi che devono essere considerati attentamente. In particolare, la questione della sicurezza nucleare è stata sempre una preoccupazione fondamentale. Gli incidenti nucleari, come quelli di Chernobyl (1986) e Fukushima (2011), hanno dimostrato i rischi associati alla tecnologia nucleare e la necessità di prendere misure per garantire la sicurezza delle centrali nucleari.
Inoltre, la questione della gestione delle scorie nucleari rappresenta un altro problema importante. Le scorie nucleari sono altamente radioattive e rappresentano un pericolo per l'ambiente e la salute pubblica a lungo termine.
Infine, l'energia nucleare rappresenta anche una questione di giustizia sociale. La costruzione e l'operazione di centrali nucleari possono avere un impatto significativo sulle comunità locali, con la potenziale perdita di terreni, risorse naturali e la sicurezza delle popolazioni.
Tuttavia, con i progressi nella tecnologia nucleare e la crescente preoccupazione per il cambiamento climatico, alcuni sostengono che l'energia nucleare potrebbe rappresentare una fonte importante di energia a basso carbonio, che potrebbe contribuire a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e fornire energia pulita e affidabile per le generazioni future. In ciò, il principio della sostenibilità del rapporto Bruntland sarebbe rispettato: “lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”.
Il problema di fondo, tuttavia, andrebbe ricercato nella democraticità della produzione e diffusione di tale energia. La sostenibilità, oltre che ambientale, deve essere anche sociale. Infatti, secondo i 4 firmatari, l'energia nucleare può svolgere un "ruolo complementare a quello delle fonti rinnovabili, garantendo stabilità e contribuendo alla sostenibilità ambientale del sistema elettrico, alla luce degli ambiziosi target di decarbonizzazione europei e italiani che fissano al 2050 il raggiungimento della neutralità climatica". Ma la questione del cambiamento climatico è stata più volte attribuita alla produzione industriale e ai mancati interventi dei governi e della politica. Vale a dire che la discussione sul nucleare come la sua produzione dovrebbe essere, per essere davvero democratica, al centro del dibattito pubblico, e controllata da istituzioni che garantiscano la pubblicità e la trasparenza dei modi di produzione di tale energia. Troppo spesso il nucleare si è legato a fini finanziari e particolari, o peggio, a questioni militari (la guerra fredda, ma anche le minacce attuali dalla guerra Russo-Ucraina ne sono un esempio). La tecnologia non è mai neutrale, incorpora sempre, nel suo processo di costruzione, gli interessi, i valori culturali, le ideologie e le norme di un dato Paese o gruppo sociale, per cui, dietro al velo della sostenibilità, potrebbero nascondersi delle insidie per il corretto svolgimento della democrazia. Le quattro aziende firmatarie, infatti, sono tutte private e quotate in borsa, per cui suscettibili agli interessi finanziari ed economici, che potrebbero generare fatali combinazioni se l’energia nucleare verrà promossa in Italia e nel mondo. Il problema principale non sarà tanto il superamento del referendum antinucleare del 1987 (in Italia), ma ciò che potrà accadere dopo, anche dal punto di vista giuridico e del diritto internazionale.
Per concludere, oltre a domandarci se l’energia nucleare sia una valida e migliore alternativa ad altre energie sostenibili o rinnovabili dal punto di vista delle emissioni di anidride carbonica o impatto sull’ambiente, dovremmo chiederci chi controllerà tale energia, come e quanto verrà usata e soprattutto quali conseguenze sociali, dirette o indirette, potrebbe generare, e a favore di chi.
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