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Le novità sulle agevolazioni fiscali relative alla Manovra 2025: interventi per diminuire il fenomeno della disoccupazione giovanile

| Laura Stefania Miraglia | Area lavoro (LABOUR)
L’articolo riassume i principali elementi della disoccupazione giovanile, definita una disoccupazione intellettuale. Si descrive l’intervento, da parte della Manovra 2025, per far accrescere l’occupazione dal 62% al 68%: essa propone una serie di incentivi fiscali per le aziende che assumono giovani (under 35) e donne, due categorie svantaggiate nel mercato del lavoro. Infine, si elencano altre novità sulle agevolazioni fiscali relative alla legge di Bilancio 2025.  

La disoccupazione giovanile

I giovani sono una delle categorie più svantaggiate in Italia, insieme alle donne, nella ricerca del lavoro: entrambe le categorie sono molto presenti nei tassi di disoccupazione rispetto ai maschi adulti. In Italia la disoccupazione è stata qualificata come intellettuale in quanto, tra le persone in cerca di lavoro, vi sono molti più laureati e diplomati che in passato: la crescente presenza di istruiti tra chi cerca lavoro è ovvia se si considera che quest’ultimi sono in maggioranza giovani e che le generazioni nate dagli anni Cinquanta hanno raggiunto sempre più alti livelli di scolarità.

Spesso si imputa la connotazione intellettuale della disoccupazione giovanile all’elevata rigidità dell'offerta: infatti, i giovani istruiti, sostenuti dalle famiglie in cui continuano a vivere a lungo, non accettano occasioni di lavoro inferiori alle loro aspettative e quindi non “spiazzano” i meno istruiti nella ricerca del lavoro. Perché questa spiegazione sia vera, però, occorre che vi sia un eccesso di offerta di lavoro istruita, che le analisi del sistema formativo italiano negano, poiché, confrontando i tassi di istruzione con quelli degli altri paesi europei, l’Italia, solo sino a pochi anni fa, risultava un paese non con un eccesso, ma con un deficit di istruzione.

Non è però sufficiente guardare ai tassi di istruzione, ma è, inoltre, necessario confrontare la struttura dell’occupazione per livelli professionali: in Italia essa è molto meno orientata verso le alte qualifiche rispetto a quasi tutti i paesi europei. Perciò, i giovani istruiti italiani, pur ancora pochi in termini demografici, risultano troppi in termini economici se devono confrontarsi con occasioni di lavoro per lo più poco qualificate.

 

Le agevolazioni della Manovra 2025 per i giovani under 35 e le donne

L’occupazione giovanile e femminile rappresenta una delle principali sfide economiche per il 2025: per questo, tra gli obiettivi principali della Manovra 2025, sono incluse la promozione dell’occupazione stabile e l’inclusione di donne e giovani nel mercato del lavoro; infatti, essa propone una serie di incentivi fiscali per le aziende che assumono giovani (under 35) e donne, con l’obiettivo di aumentare il tasso di occupazione nel Paese, attualmente al 62%, e spingerlo verso il 68%.

Per le assunzioni effettuate dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025, le aziende potranno fruire per due anni di uno sgravio contributivo del 100%, fino ad un massimo di 500 euro mensili, purché i neoassunti under 35 non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Nella ZES (Zona Economica Speciale del Mezzogiorno, che comprende Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna), l’esonero contributivo mensile può salire fino a 650 euro.

Per le donne disoccupate, invece, le aziende potranno fruire per due anni di uno sgravio contributivo del 100%; le assunzioni dovranno essere state effettuate dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025, purché le neoassunte siano disoccupate da 24 mesi su tutto il territorio o da almeno 6 nella zona ZES Sud. È importante notare che l’agevolazione sia riservata, esclusivamente, alle imprese che stipulano nuovi contratti di lavoro al fine di ampliare la propria forza lavoro.

La Manovra 2025 proroga fino al 2027 la maxi-deduzione sul costo del lavoro, introdotta dalla precedente Legge di Bilancio (art. 4 del D.lgs. n. 216/2023 attuativo della riforma fiscale): il provvedimento prevede una deduzione IRPEF e IRES pari al 120% sui costi dei neoassunti con contratto a tempo indeterminato, che può salire al 130% per i rapporti di lavoro attivati con persone svantaggiate, tra le quali: giovani, donne vittime di violenza, persone con disabilità. La deduzione si applica all’importo minore tra il costo effettivo per i nuovi assunti e l’incremento complessivo del costo del personale dell’azienda. Per beneficiare dei bonus assunzioni, le imprese non devono aver licenziato dipendenti nei sei mesi precedenti l’assunzione incentivata e, se dovessero farlo nei sei mesi successivi, saranno tenute a restituire le agevolazioni.

 

Nuove agevolazioni fiscali

Per concludere, si segnalano le ulteriori agevolazioni fiscali, confermate e introdotte dalla legge di Bilancio 2025, volte a sostenere gli investimenti, l’occupazione e la crescita economica. Tra le principali novità si individuano: il potenziamento del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, con un aumento delle aliquote e una semplificazione delle procedure di accesso; l’introduzione di un nuovo bonus per la formazione dei dipendenti in ambito digitale e tecnologico, con l’obiettivo di favorire l’innovazione e la competitività delle imprese; inoltre, la proroga delle detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia, con l’obbiettivo di incentivare la riqualificazione del patrimonio immobiliare. Infine, tra gli altri cambiamenti, si segnala: l’approvazione relativa al taglio del cuneo fiscale e l’accorpamento su 3 scaglioni delle aliquote IRPEF, già in vigore l’anno in corso.

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