L’articolo ha lo scopo di presentare i più recenti dati demografici italiani, concentrandosi particolarmente sul fenomeno del calo delle nascite nel nostro Paese e su come esso abbia condizionato la struttura delle famiglie italiane. Inoltre, evidenzia quali sono le principali cause della bassa fertilità del Paese e le possibili soluzioni, tra procreazione medicalmente assistita e gestazione per altri. Infine, viene citata la Legge n. 40/2004, gli ultimi cambiamenti approvati dal Senato lo scorso 16 ottobre e si descrivono gli effetti che ci saranno sui cittadini.
Il calo demografico italiano
L’Italia degli ultimi anni sta vivendo un profondo calo demografico, poiché le coppie fanno meno figli e li crescono in età avanzata. Ciò ha conseguenze sulla struttura della famiglia in Italia: infatti, sono sempre meno le famiglie numerose e, per citare qualche dato, nel 2019 le famiglie formate da tre persone erano il 18,5% e quelle costituite da quattro componenti il 14,2%.
Uno dei motivi per cui la famiglia è sempre meno numerosa è la riduzione delle nascite, ma non perché siano cambiati i desideri dei genitori; infatti, la risposta standard di una coppia è il volere mediamente due figli, ma dai dati demografici del 2023, il numero medio di figli per donna è 1,24 (il più basso dal 2003). Questi cambiamenti hanno conseguenze sulla diminuzione della nostra popolazione e sull’età media, che è aumentata da 45,7 (2020) a 46,4 anni (2023).
Cause del calo delle nascite
Se i desideri delle coppie sono rimasti invariati, a cosa è dovuto il calo delle nascite nel nostro Paese? Si possono evidenziare due motivi principali: in primo luogo, le fasi della vita dell’individuo sono dilatate e allungate, infatti, i giovani rimangono più tempo in famiglia per terminare gli studi o perché non trovano un lavoro stabile che gli permetta di andare a vivere da soli; questo porta a raggiungere la piena fase adulta molto dopo rispetto alle generazioni passate. In secondo luogo, quanto detto sopra rallenta anche la fase della convivenza e quindi la scelta di avere figli: infatti, questa decisione viene iper razionalizzata e rimandata finché la coppia non si sente sicura di vivere in una situazione stabile. Tutto ciò porta ad un enorme rischio: avere figli in età avanzata (l’età media di una donna oggi al parto è di 32,6) e magari proprio per questo non riuscire ad averli naturalmente.
Procreazione medicalmente assistita
Un tema molto legato alla bassa fertilità del nostro Paese è la procreazione medicalmente assistita (Pma): le differenze legislative tra paesi europei sono minime nei casi di riproduzione assistita cosiddetta omologa, ovvero in cui concorrono entrambi i partner di una coppia; al contrario, si ampliano nelle cosiddette tecniche eterologhe, ovvero quando parte del materiale biologico utilizzato proviene da una donazione, nonostante non vige nell’Unione Europea un divieto assoluto. Da questo punto di vista, l’Italia presenta una normativa, la Legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), caratterizzata in origine da molti divieti e sanzioni, alcuni dei quali ora sono stati superati grazie all’intervento dei giudici, delle Corti italiane e della Corte europea.
La disposizione sopra citata continua, tuttavia, a presentare alcune limitazioni non presenti in leggi analoghe; per esempio, consente il ricorso a tecniche di Pma solo a coppie eterosessuali, coniugate o conviventi in età fertile. Per la Legge italiana sono, dunque, escluse dal ricorso alla Pma le donne single, le coppie dello stesso sesso, le coppie in cui una partner sia una donna sopra i 45 anni e, più in generale, le coppie di età avanzata.
La gestazione per altri
Se il ricorso a donatore e donatrice nel caso di Pma è, quindi, ammesso nella maggior parte dei paesi dell’UE, anche se con dei limiti, il ricorso alla gestazione per altri si presenta come caso diverso. Questa pratica, conosciuta anche come maternità surrogata, è attuata quando una donna, estranea al rapporto di coppia, acconsente di mettere a disposizione il proprio utero per portare avanti una gravidanza altrui. La madre surrogata si impegna, altresì, a rinunciare a qualsiasi diritto sul bambino al momento della nascita: il neonato viene affidato immediatamente ai genitori intenzionali. La maternità surrogata si distingue tra tradizionale e gestazionale a seconda che l’ovocita fecondato con seme del padre committente (o di donatore di gameti maschili) appartenga rispettivamente alla madre surrogata o a una donatrice anonima. Questa pratica può essere eseguita dietro corrispettivo o a titolo gratuito. Alla maternità surrogata hanno fatto e fanno ricorso sia coppie eterosessuali (la stragrande maggioranza), per ragioni di infertilità, sia coppie omogenitoriali (costituite, cioè, da due donne o da due uomini), incapaci o impossibilitate a generare una nuova vita.
La legge n. 40/2004 e il fenomeno del turismo procreativo
Nell’Unione europea i modelli più liberali della gestazione per altri sono quello inglese e greco. In Italia, con la già citata legge n. 40/2004, si stabilisce che qualsiasi forma di vendita di gameti o embrioni, nonché la pratica della maternità surrogata, è punibile con la reclusione da tre mesi a due anni e con una sanzione pecuniaria che va da 600mila a un milione di euro. È in questo contesto che si inserisce e cresce il fenomeno del turismo procreativo: si tratta di uno spostamento transitorio all’estero allo scopo di realizzare un progetto procreativo impossibile o difficile da ottenere nel paese di origine, a causa dell’esistenza di limiti normativi, come accade in Italia.
La maternità surrogata diventa reato universale
Dal 16 ottobre 2024 il ricorso alla gestazione per altri diventa reato universale: con il sì definitivo del Senato (84 sì, 58 no e nessun astenuto), la procedura viene punita anche se commessa in un altro Paese dove è legale. È stato, per questo scopo, aggiunto un nuovo periodo al termine del comma 6 dell’articolo 12 della Legge 40/2004, al fine di sottoporre alla giurisdizione italiana le condotte compiute dal cittadino italiano, riferibili al delitto di surrogazione di maternità, anche se poste in essere in territorio estero.
Da ora in poi, i genitori che torneranno in Italia dopo aver fatto ricorso alla pratica della gestazione per altri, potranno essere incriminati. Lo scopo di questa proposta - firmata originariamente dalla deputata Maria Carolina Varchi (FdI) - è proprio quello di evitare che il divieto previsto in Italia venga aggirato andando all’estero.
In conclusione, si può notare come il Governo italiano sia ancora molto chiuso sui temi della Pma e della gestazione per altri e come esso non li consideri delle possibili soluzioni parziali al problema del calo delle nascite. Bisognerà, quindi, definire altri modi per risollevare la situazione.
"Traduction en français de cet article"
La maternité de substitution devient un délit universel : un damage supplémentaire pour la croissance démographique
Cet article vise à présenter les donnés démographiques les plus récentes, en se concentrant notamment sur le phénomène de la baisse du taux de natalité dans notre pays et sur la façon dont il a influencé la structure des familles italiennes. De plus, il souligne quelles sont les principales causes de la faible fécondité de notre pays et les solutions applicables, entre la procréation médicalement assistée (PMA) et la gestation pour autrui (GPA). Il est cité finalement la Loi n. 40/2004 qui décrit les derniers changements approuvés par le Sénat le 16 octobre et les effets sur les citoyens.
Le déclin démographique italien
Au cours des dernières années l’Italie a connu un profond déclin démographique, car les couples ont moins d’enfants qui sont souvent élevés à un âge avancé. Cela a des conséquences sur la structure familiale : en effet, il y a de moins en moins de familles nombreuses, pour citer quelques données, en 2019 les familles constituées par trois personnes représentaient le 18,5% de l’ensemble, et celles constituées par quatre components le 14,2%. L’une des raisons pour lesquelles la famille est de moins en moins nombreuse, c’est la réduction des naissances. Ce n’est pas parce que les désirs des parents ont changé : en effet, la volonté d’avoir en moyenne deux enfants demeure la norme pour un couple. Cependant, selon les données démographiques de 2023, le nombre moyen des enfants par femme est de 1,24% (le nombre le plus bas depuis 2003).
Les causes de la baisse du taux de natalité
Si les désirs des couples n’ont pas changé, pourquoi y a-t-il une baisse du taux de natalité dans notre pays ? On peut souligner deux raisons principales. Tout d’abord, les étapes de la vie d’un individu sont étendues et allongées : les jeunes restent plus longtemps chez leurs parents car ils doivent terminer leurs études ou car ils ne trouvent pas d’emploi stable qui leur permette de vivre seuls. Par conséquent, ils atteignent l’âge adulte plus tard que les générations précédentes. Deuxièmement, ce que l’on a dit auparavant influence l’étape de la vie en couple, en la ralentissant, et le choix d’avoir des enfants. Cette dernière décision est très rationalisée et reportée jusqu’au moment où la couple est sûr de pouvoir vivre dans une situation stable. Tout cela conduit au risque majeur d’avoir des enfants à un âge avancé (aujourd’hui l’âge moyen est de 32,6 ans) et de ne pas pouvoir les avoir naturellement.
Procréation médicalement assistée (PMA)
Une thématique très liée à la baisse fécondité dans notre Pays est la procréation médicalement assistée (PMA). Les différences législatives entre les pays européens sont au minimum dans le cas de la reproduction assistée nommée homologue, c’est-à-dire dans laquelle les deux membres d’un couple contribuent. Dans les techniques hétérologue ces différences sont au contraire étendues, c'est-à-dire lorsqu'une partie du matériel biologique utilisé provient d'une donation, bien qu'il n'y ait pas d'interdiction absolue dans l'Union européenne. À cet égard, l’Italie dispose d’une législation la Loi n.40 du 19 février (règles sur la procréation médicalement assistée), caractérisée à l'origine par de nombreuses interdictions et sanctions, dont certaines ont été surmontées grâce à l'intervention des tribunaux, les tribunaux italiens et la Cour européenne. Cependant, la déposition citée auparavant présente des limitations qui ne sont pas présentes dans les lois similaires. Par exemple, elle n’autorise l’utilisation des techniques de PMA qu’aux couples hétérosexuels, mariés ou cohabitants en âge de procréer. Selon la Loi italienne, les femmes célibataires, les couples de même sexe, les couples dont l'un des membres est une femme de plus de 45 ans et, plus généralement, les couples d'âge avancé sont donc exclus du recours à la PMA.
La gestation pour autrui
Si dans le cadre de PMA le recours à un donneur ou une donneuse est donc permis dans la plupart de pays membres de l’UE, bien qu’il existe des limitations, le recours à la gestation pour autrui se présente comme un cadre différent. Cette pratique, qui est aussi connue comme maternité de substitution, est mise en œuvre lorsqu’une femme n’a pas de liens avec la relation d’un couple et met à disposition son utérus pour porter la grossesse de quelqu’un d’autre. La mère porteuse s’engage à renoncer à tout droit sur l’enfant à la naissance : le nouveau-né est immédiatement confié aux parents d’intention. On distingue la maternité de substitution traditionnelle et la maternité de substitution gestationnelle, selon que l'ovocyte fécondé par le père de substitution (ou du donneur de gamètes mâles) appartient à la mère porteuse ou à un donneur anonyme, respectivement. Cette pratique peut être réalisée à titre onéreux ou gratuit. La maternité de substitution a été et est utilisée aussi bien par des couples hétérosexuels (la grande majorité), pour des raisons d'infertilité, que par des couples homosexuels ne peuvent pas ou ne sont pas en mesure de donner naissance à un enfant.
La Loi n.40/2004 et le phénomène du tourisme de procréation
Dans l'Union européenne, les modèles de gestation pour autrui les plus libéraux sont les modèles anglais et grec. En Italie, la loi 40/2004, que l’on a cité auparavant, établit que toute forme de vente de gamètes ou d'embryons, ainsi que la pratique de la maternité de substitution, est passible d'une peine d'emprisonnement de trois mois à deux ans et d'une amende allant de 600 000 à un million d'euros. C'est dans ce contexte que s'inscrit et se développe le phénomène du tourisme de procréation : il s'agit d'un déplacement temporaire à l'étranger dans le but de réaliser un projet procréatif impossible ou difficile à réaliser dans le pays d'origine, en raison de l'existence de limites réglementaires, comme c'est le cas en Italie.
La maternité de substitution devient un délit universel
À partir de 16 octobre 2024 le recours à la gestation pour autrui devient un délit universel. À partir du 16 octobre 2024, le recours à la gestation pour autrui deviendra un délit universel : avec l'accord final du Sénat (84 oui, 58 non et aucune abstention), la procédure sera punie même si elle est commise dans un autre pays où elle est légale. À ce but, une nouvelle phrase a été ajoutée à la fin de la sous-section 6 de l'article 12 de la loi 40/2004, afin de soumettre à la juridiction italienne les comportements commis par un citoyen italien, relevant du délit de maternité de substitution, même s'ils sont effectués sur un territoire étranger.
Désormais, les parents qui reviennent en Italie après avoir eu recours à la pratique de la gestation pour autrui pourront être poursuivis. L'objectif de cette proposition - signée à l'origine par la députée Maria Carolina Varchi (FdI) - est précisément d'éviter que l'interdiction en Italie ne soit contournée en se rendant à l'étranger.
En conclusion, nous pouvons constater que le gouvernement italien reste très fermé sur les questions de la PMA et de la gestation pour autrui et qu'il ne les considère pas comme des solutions partielles possibles au problème de la baisse de la natalité. Il faudra donc définir d'autres moyens d'améliorer la situation.
Traduction par Alessandro Iuliano
Via Andrea Massena, 2/A
20145 MILANO
Tel +39 02 38262001
Fax. +39 02 94420717
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Web: www.lexetres.it
Copyright LEX ET RES 2020 - All Rights Reserved Melillo & Partners Srl - Via Andrea Massena, 2/A – 20145 MILANO
Partita IVA e Codice Fiscale: 11613960969 - REA: MI-2614555 - Cap. Soc. Int. Vers. 10.000,00 euro